Sigaretta elettronica: fa bene o fa male?

di simona 17 ottobre 2011

Ha tanti lati positivi: non puzza, non dà fastidio a chi si trova vicino a noi, non obbliga a uscire dalla stanza per accenderla. Ma della sigaretta elettronica stanno emergendo anche i lati controversi, perché potrebbe avere conseguenze sulla salute di chi la usa.

Certamente ha un aspetto piuttosto strano, col suo led all’estremità, eppure anche i cosiddetti VIP, ne sono stati conquistati e la usano in pubblico. Ma chi la considera l’invenzione che eviterà le morti da fumo (circa 600.000 l’anno), potrebbe ricevere un duro colpo.

Certamente i polmoni non respirano fumo, ovvero monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici, benzopirene, ma in alcuni tipi di sigarette elettroniche sono state riscontrate sostanze dalle potenzialità cancerogene. Per quelle invece che non presentano questo genere di problema, rimane aperta la questione della nicotina, che attraverso una sigaretta elettronica potrebbe essere assunta in dosi maggiori, addirittura a livelli di avvelenamento.

A seguito di queste considerazioni, alcuni Paesi come Brasile e Canada le hanno proibite, e in Nuova Zelanda vengono distribuite solo dietro prescrizione medica. Del resto, la nicotina è una sostanza che dà dipendenza e il cervello, proprio per questo motivo, tende a chiederne sempre di più e sempre più di frequente.

Nel frattempo, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 2008 ha invitato a non pubblicizzare questo dispositivo come rimedio per curare la dipendenza dalle sigarette, perché mancano studi clinici e analisi che dimostrino la non tossicità. In Italia, il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha pochi giorni fa firmato un decreto che vieta la vendita di sigarette elettroniche ai giovani al di sotto dei 16 anni.

Sotto l’invito della OMS, sono iniziati alcuni studi sull’efficacia della sigaretta elettronica come dispositivo contro la dipendenza, fra i quali uno guidato da Riccardo Polosa, dell’Università di Catania, su 120 fumatori abituali. Da questo studio è emersa una una certa efficacia del dispositivo in questione, ma del tipo privo di nicotina. Per i dispositivi che contengono nicotina, che rappresentano la maggioranza sul mercato, invece il punto di domanda rimane.

E più in generale dagli studi appare con una certa evidenza il rischio, anche nel caso di sigarette elettroniche prive di nicotina, di sostituire una dipendenza con un’altra: perché chi ha smesso di fumare grazie alla sigaretta elettronica mostrava in precedenza dipendenza comportamentale legata al gesto, e in questo caso, il rischio di operare appunto una semplice sostituzione è alto.

Maggiori informazioni su:

Rischio tumore da fumo

Primo shop solo per sigaretta elettronica

Una risposta a “Sigaretta elettronica: fa bene o fa male?”

  1. Peppe scrive:

    Una valida alternativa??
    La Sigaretta Elettronica Volari

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