Una risposta al trauma: la resilienza

di Giulia Mellacca 16 settembre 2011

Come è possibile che i sopravvissuti ai campi di concentramento siano riusciti a continuare ad andare avanti dopo le atrocità vissute? In che modo alcune persone riescono a reagire di fronte a traumi gravissimi come terremoti, guerre o anche violenze?
Il segreto è la resilienza!

Il termine resilienza deriva dal verbo latino resilire: saltare indietro per prendere un’altra direzione.
Nelle scienze umane e sociali il concetto di resilienza indica la capacità di un individuo di resistere agli urti della vita senza spezzarsi o incrinarsi, mantenendo ed inoltre potenziando le proprie risorse sul piano personale e sociale. Attraversare il trauma diventa un modo per trarre da esso ciò che serve per affrontare il resto della vita.

Diverse possono essere le reazioni ai traumi subiti: alcune persone, in seguito all’esposizione ad avvenimenti stressanti, sviluppano patologie. Questo è il campo maggiormente studiato dalla psicologia tradizionale, che cerca di individuare le cause di tale reazione disfunzionale per trovare soluzioni in base ai sintomi e ai disagi presentati dal soggetto.
In altri individui è invece possibile osservare un recupero naturale: i disagi causati dal trauma scompaiono col tempo manifestando la loro funzione di adattamento per il soggetto che stava vivendo una situazione di difficoltà.
Infine, ed entriamo qui nel campo della resilienza, esistono individui che riescono a superare gli eventi stressanti mantenendo un equilibrio funzionale o addirittura scoprendo risorse latenti e insospettate che gli permettono di superare le avversità.
In ogni caso la resilienza non è una caratteristica innata, ma può svilupparsi durante la vita e può essere messa in atto solo in alcuni momenti e non in altri. Può essere appresa, si sviluppa nelle relazioni e si fortifica grazie alle esperienze di successo che incrementano l’autostima e l’efficacia personale.
Non sono quindi solo le risorse interne (intelligenza, buon umore, creatività,..) a fare una persona resiliente, ma anche la forza delle sue relazioni, quindi le risorse esterne, siano esse persone, istituzioni sociali o culturali.

Scritto da Dottoressa Giulia Mellacca

Una replica a “Una risposta al trauma: la resilienza”

  1. […] e del proprio corpo, eccetera.  Sicuramente anche tutti quegli elementi che sostengono la resilienza sono utili a dare all’evento un significato che permette di non ristagnare nello stress, ma di […]