Stress: da nemico ad amico

di Giulia Mellacca 19 dicembre 2011

In tutte le fasi della nostra vita, dall’infanzia all’età adulta, ci troviamo di  fronte a difficoltà che mettono a dura prova la nostra capacità di resistere. Da eventi più complessi e dolorosi, quali per esempio una malattia, un eccessivo carico di impegni, la perdita o il cambio del lavoro, ad eventi addirittura gioiosi, quali l’organizzazione del proprio matrimonio, un trasloco, la nascita di un figlio.

In questi momenti è facile sentirci affaticati, tristi, ansiosi, arrabbiati, o ancor di più sentire malesseri fisici nuovi. Ecco che viviamo lo stress come un nemico.

La parola “stress” di per sé non ha nessuna connotazione, né negativa, né positiva. Secondo Selye,medico viennese che ne diede per primo la definizione, si tratta di una “reazione aspecifica dell’organismo di fronte a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente”.

Questa reazione organismica, per rispondere a stimoli fisici o psichici che possono comprometterne l’equilibrio, favorisce un adattamento all’ambiente per garantire la sopravvivenza dell’individuo e della specie. Lo stress quindi nasce come modo per adattarsi all’ambiente e di per sé questo è positivo.

Esistono diverse situazioni che possono essere fonte di stress. Nel 1989 Weiss formulò la seguente lista, in cui a ogni elemento “stressante” viene attribuito un punteggio:

 

Morte del coniuge 100 Allontanamento di un figlio da casa 29
Divorzio 73 Notevole successo personale 28
Separazione dal coniuge 65 Inizio-termine del lavoro del coniuge 26
Carcerazione 63 Inizio o fine della scuola 26
Morte di un familiare stretto 63 Cambiamento condizioni di vita 25
Incidente o malattia 53 Cambiamento abitudini personali 24
Matrimonio 50 Problemi col capo sul lavoro 23
Licenziamento 47 Cambiamento condizioni di lavoro 20
Riconciliazione col coniuge 45 Cambiamento residenza o scuola 20
Gravidanza 40 Cambiamento attività tempo libero 19
Problemi sessuali 39 Cambiamento attività religiose 19
Cambiamento stato delle finanze 38 Cambiamento attività sociali 18
Morte di un caro amico 37 Vacanze 13
Cambiamento dell’attività lavorativa 36 Natale 12
Ipoteca rilevante 31 Lievi violazioni della legge 11

 

Come possiamo vedere non tutti gli eventi sono negativi in sé, eppure sono considerati molto stressanti. Certo è che ognuno di noi può fare la sua lista.

Ma come si fa a non essere sopraffatti? Come è possibile gioire senza stressarsi per il proprio matrimonio o per la nascita di un figlio? Come può lo stress diventare “amico”?

Qualsiasi evento, tragico o felice, in sé non può essere considerato stressante. Può essere molto doloroso o molto felice, o molto faticoso, ma non necessariamente crea quelle condizioni fisiologiche, neuroendocrine e comportamentali di squilibrio, che determinano la situazione stressante.

Sono molte le variabili che incidono sul modo di vivere e affrontare l’evento: il carattere, la rete sociale e il suo atteggiamento, l’età, la consapevolezza della propria identità e del proprio corpo, eccetera.  Sicuramente anche tutti quegli elementi che sostengono la resilienza sono utili a dare all’evento un significato che permette di non ristagnare nello stress, ma di utilizzarlo per trovare un nuovo equilibrio.

Diceva Selye: “Contrariamente a quanto si possa pensare, noi non dobbiamo, ed  in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo andargli incontro in modo efficace traendone vantaggio.”

 

Per approfondire:

Selye H. (1950), Stress, Einaudi,Torino.
Weiss J.W., Simon P. (1989), Neurochemical basis of stress – induced depression, in Frontiers of Stress Research,Toronto.

 

3 risposte a “Stress: da nemico ad amico”

  1. Siberian Husky scrive:

    E’ incredibile come alcune fonti di stress canine siano assimilabili a quelle umane.

  2. Non conoscevo l’esistenza di questa lista di elementi di stress e, a parte qualche piccola differenza, la trovo molto utile e completa.

  3. […] le possibili cause potrebbe esserci la necessità di gestire un forte stress o il risultato di un disturbo di personalità, ma ancora sembra non esserci accordo tra gli […]