Il giubbotto refrigerante che salva la vita in caso di infarto

di linda 28 agosto 2012

I ricercatori dell’Hohenstein Institute di Bönnigheim, in Germania, hanno messa a punto uno strumento che potrebbe salvare la vita alle persone colpite da attacco cardiaco. Si tratta di un “giubbotto raffreddante” che permetterebbe di trattare il paziente nei primissimi momenti dell’attacco, consentendo di salvargli la vita e garantendo una diminuzione dei rischi di danni permanenti.

Ogni anno sono quasi 400mila le persone in Europa che vengono colpite da infarto. Fortunatamente, grazie anche all’ausilio di strumenti come il defibrillatore, molte di queste vengono salvate. Purtroppo sono però poche le persone che riescono a riprendersi senza nessun tipo di conseguenze neurologiche, causate dalla mancanza di flusso sanguigno e quindi di ossigeno al cervello. Quando avviene un attacco cardiaco, infatti, il cuore cessa di battere, il sangue non viene più pompato al cervello ed in pochi minuti, se la persona non viene prontamente salvata, si verificano danni cerebrali. Il cervello se non riceve ossigeno subisce danni perché si formano radicali liberi ossidanti e scorie tossiche del metabolismo che non riescono ad essere smaltite.

Il Giubotto salvagente ideato dallo staff di Dirk Höfer, il coordinatore delle sperimentazioni, consente di diminuire la temperatura corporea portandola a 32-34 gradi. Come hanno dimostrato studi precedenti, il raffreddamento del corpo può prevenire danni neurologici in caso di mancanza di ossigeno ed infatti l’ipotermia terapeutica viene spesso praticata in ospedale. Il giubbotto raffreddante, ideato dai ricercatori dell’Hohenstein Institute, raffredda quasi istantaneamente il corpo del paziente, aiutandolo dopo essere stato colpito da attacco cardiaco. Questo ovvia i tempi di attesa per l’arrivo dell’ambulanza oppure per l’arrivo al nosocomio. I primi minuti sono importantissimo per limitare i danni, in quanto questi sono proporzionali alla durata di mancanza dell’ossigeno.

Ma come funziona questo giubbotto salvagente? Il prototipo contiene zeoliti sottovuoto, cioè minerali speciali molto porosi che si gonfiano quando vengono riscaldati. Questi sono contenuti in una scatola metallica e connessi tramite valvole e tubicini a cuscinetti impermeabili e sigillati, pieni di acqua, ed integrati in un gilet. Quando si apre la valvola, per reazione chimica, i zeoliti si saturano di vapore riducendo la temperatura dell’acqua fino quasi a congelarla. Immediatamente il giubbotto raffredda anche la temperatura corporea di chi lo indossa.

In futuro – dice Höfer – questi indumenti refrigeranti potrebbero essere messi accanto a ogni defibrillatore, in tutti gli edifici e i mezzi pubblici. A differenza di altri metodi di raffreddamento corporeo infatti non serve nulla se non infilare il gilet alla vittima e girare la valvola dei cuscinetti; è un sistema non invasivo e facile da usare, ora stiamo cercando partner industriali per metterlo in commercio. Riteniamo infatti che possa essere davvero molto utile: oltre all’indubbio vantaggio per il singolo, che ha un minor rischio di lesioni permanenti successive all’arresto cardiaco, basta pensare agli enormi costi evitati per ogni caso di invalidità permanente risparmiato”.

Una replica a “Il giubbotto refrigerante che salva la vita in caso di infarto”

  1. francesca scrive:

    ciao io ho una bambina di quasi otto anni ke ha sindrome di brugada e del qt lungo…non potendo intervenire ad ud un operazione in quanto la bambina è ancora piccola..mi hanno parlato di questo giubotto ke dovrei comprare…voi lo vendete?aspetto vostre risposte anke se negative…la situazione mia è seria..grazie